La storia dell’Audio Processing raccontata da Bob Orban – Pt. 1

Robert Orban

“L’Orban”, per dire “il processore audio”. Un brand così unico e famoso che si identifica con il prodotto, un pilastro nell’evoluzione del Broadcast. Come quando dici “Bic” anziché “biro” o “Scotch” per intendere “nastro adesivo”.

Uno dei primissimi processori audio, di enorme successo anche in Italia, è stato l’Optimod di Orban.

In occasione del cinquantesimo anniversario del leggendario Optimod, una serie di interviste realizzate da Paul McLane ha ripercorso su Radio World la carriera di Robert (Bob) Orban e la storia della sua azienda. Questa è anche la storia del suono che da 50 anni sentiamo nell’etere italiano.

Orban e Radio World ci hanno concesso di riprenderle qui, nel Magazine di BVMedia, che di Orban è distributore esclusivo in Italia.

Il racconto di Bob Orban parte dai primi esperimenti giovanili con l’alta fedeltà e giunge alla creazione di strumenti rivoluzionari che hanno trasformato la qualità del suono nelle trasmissioni FM, AM e televisive. C’è stato un passaggio cruciale dall’hardware analogico alle soluzioni digitali basate su DSP, ottenendo una precisione sonora un tempo impossibile.

Attraverso aneddoti tecnici e personali, Orban descrive l’evoluzione della “loudness war” in radio e il successo commerciale di modelli iconici come l’8000 e l’8100. Approfondisce il percorso dell’azienda e del marchio, segnato da collaborazioni strategiche e dall’acquisizione da parte di realtà come AKG e Harman.

Insomma, la memoria storica di un pioniere che ha dettato gli standard del broadcasting moderno.

BVMedia è orgogliosa di offrire le innovative soluzioni Orban alle emittenti italiane.

Dalla passione per l’Hi-Fi alle prime sperimentazioni a Princeton

L’interesse di Bob Orban per l’audio affonda le radici in un’infanzia passata tra giradischi e circuiti. Come lui stesso ricorda: «Quando ero piccolo, se ti interessava la tecnologia, o eri un radioamatore, o un appassionato di hi-fi. Io sono diventato un ragazzo dell’hi-fi». A soli 10 anni possedeva già un giradischi RCA New Orthophonic e ben presto iniziò a costruire amplificatori e registratori a nastro partendo dai kit allora disponibili sul mercato. I suoi primi altoparlanti furono degli Acoustic Research AR 2s.

«Durante gli anni del liceo, ho scoperto di avere un talento per la matematica e la fisica. Volevo diventare un fisico. Quando sono entrato a Princeton, ho studiato fisica per i primi due anni, ma ho capito che per diventare un vero fisico professionista serve un dottorato».

Così Bob passò dalla fisica all’ingegneria elettronica, un cambiamento facilitato dalla solida base matematica comune ai due percorsi. Fu in questo periodo che collaborò con la stazione radio studentesca WPRB, una realtà commerciale insolita per un college, dotata di un segnale potente.

Qui Bob, oltre a condurre un programma di musica classica – altra passione che aveva coltivato – e a diventare direttore della programmazione musicale, iniziò a mettere alla prova le sue doti ingegneristiche: «Mi occupavo principalmente della parte tecnica… Ho costruito un paio di riproduttori di cartucce per la stazione e ho realizzato il mio primo compressore utilizzando celle di guadagno ad accoppiamento ottico con resistori fotosensibili al solfuro di cadmio».

Bob Orban

L’invenzione del sintetizzatore stereo e la nascita di Orban Associates

Un incontro casuale con il celebre esperto di acustica Harry Olson dei laboratori RCA aprì a Bob le porte di un magazzino di componenti dismessi, dove trovò una rete di differenza di fase di 90 gradi. Questo componente fu fondamentale per risolvere un problema pratico di WPRB: la necessità di trasmettere in stereo le canzoni rock-and-roll che, all’epoca, erano incise esclusivamente in mono: «Dal 1963 eravamo passati alla trasmissione FM stereo, una novità assoluta per le radio universitarie».

Grazie a quel ritrovamento, Bob sviluppò il suo primo sintetizzatore stereo, che divenne anche oggetto del suo primo brevetto e di un articolo sul Journal dell’AES. Dopo aver conseguito il master a Stanford nel 1968, iniziò a vendere queste unità costruite a mano.

«Mio padre aveva un’azienda di import/export di acciaio e macchine utensili, quindi era disposto a finanziare una mia iniziativa imprenditoriale».

La svolta commerciale avvenne grazie all’incontro con John Delantoni. «Mi disse: “Le tue apparecchiature sembrano fatte in cantina. Posso aiutarti a realizzare qualcosa che sembri molto più professionale”». Questa partnership portò alla creazione della Orban Associates e durò fino alla vendita dell’azienda alla AKG nel 1989.

Prima del successo definitivo nell’FM, Orban si distinse anche nel settore dell’audio professionale con prodotti come l’equalizzatore parametrico modello 621 e il de-esser, quest’ultimo nato dalle sue stesse necessità mentre eseguiva delle sessioni di mixaggio musicale.

La rivoluzione dell’Optimod 8000: 3 dB in più!

Il passaggio cruciale verso il processing FM avvenne quando Bob decise di affrontare il problema dei picchi di modulazione non controllati, causati dai filtri passa-basso dei generatori stereo dell’epoca. Collaborando con il consulente Eric Small, Orban intuì che la soluzione era integrare il generatore stereo direttamente nel processore audio, un’idea mai realizzata prima.

Orban Optimod 8000

Nacque così l’Optimod 8000A. Il nome stesso, coniato da Bob, era una fusione di “Optimum Modulation”. Il successo fu immediato e dirompente. Bob ricorda che, grazie al design innovativo, il processore permetteva di ottenere un volume sensibilmente superiore alla concorrenza: «Rispetto alla classica catena Audiomax e Volumax che pilotava un trasmettitore dove era dislocato il codificatore stereo, l’Optimod offriva 3 dB di volume in più senza sforzo. Questo limitatore FET altamente trasparente aveva circa un decimo della distorsione».

L’impatto sul mercato fu tale che il fatturato aumentò da 300.000 dollari a 3 milioni di dollari in un solo anno. L’Optimod 8000 non solo faceva suonare più forte le stazioni radio, ma introduceva una pulizia sonora superiore, eliminando la distorsione tipica dei sistemi precedenti dove i piatti della batteria spesso «suonavano come i coperchi dei bidoni».

L’espansione nel mercato AM e l’Optimod 9000

Consolidato il successo nell’FM, Bob Orban rivolse la sua attenzione alla radio AM, un servizio caratterizzato da una larghezza di banda molto limitata e problemi di intelligibilità del parlato. Nel 1978 fu lanciato l’Optimod 9000, una macchina che introduceva concetti rivoluzionari come la compressione a sei bande e l’uso del computer per la progettazione dei filtri.

Orban Optimod AM

La sfida principale era gestire la distorsione da clipping in una banda così ristretta. Bob sviluppò una tecnica innovativa per cancellare la distorsione del clipper, verificandone l’efficacia con dei test d’ascolto: «Ricordo di aver montato il prototipo su una basetta, di averlo misurato e di aver verificato che la cancellazione della distorsione funzionava davvero...».

«Uno dei miei brani di prova era “White Rabbit” dei Jefferson Airplane, che ha una voce sibilante: “One pill makes you larger, and one pill makes you small”… Con una forte “esse” su “small”, che si distorceva nelle prime versioni del 9000. L’ho fatta passare attraverso questa nuova soluzione di cancellazione della distorsione e, incredibilmente, tutta la distorsione è semplicemente scomparsa. È stato sbalorditivo, davvero memorabile. Ho capito di avere tra le mani qualcosa di veramente speciale».

L’Optimod 9000 introdusse anche lo “Smart Clipper”, un sistema basato su modelli psicoacustici per controllare la profondità del clipping in modo da renderlo non udibile all’orecchio umano. Queste innovazioni permisero alle stazioni AM di ottenere un suono molto più simile a quello dell’FM, migliorando drasticamente la qualità dell’ascolto per il pubblico.

Filosofia aziendale di Orban

Alla fine degli anni ’70, grazie ai ricavi generati dall’8000 e dal 9000, Orban portò la produzione internamente nella sua struttura a San Francisco. Questo permise una meticolosa attività di ricerca e sviluppo. Bob Orban sottolinea l’importanza di non avere fretta nel lancio dei prodotti, seguendo un principio rigoroso: «Una delle mie filosofie era “non servire il piatto finché non è completamente cotto”».

Questa dedizione alla qualità e all’innovazione matematica ha permesso a Orban di influenzare persino gli standard internazionali, come il NRSC-1 per la radio AM, nato dalla necessità di trovare un compromesso tra la chiarezza del suono desiderata dalle emittenti e la protezione dalle interferenze richiesta dai produttori di ricevitori.

L’intervista prosegue nella seconda parte, nel Magazine di BVMedia, con l’analisi di un altro pilastro della storia del processing: l’Optimod 8100A. Attraverso i successivi articoli, arriveremo fino ai giorni nostri.

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